Il valore della conoscenza è in gioco. E diventa oggetto di discussione.
Da secoli il sapere umano è soggetto a un continuo aggiornamento grazie alle nuove scoperte, eppure oggi sembra più fragile e instabile che mai. I limiti della sua disponibilità vengono abbattuti, la sua validità messa in discussione di secondo in secondo. L’equazione „conoscenza = potere“ può ancora reggere in questo contesto?
Visitare una biblioteca è come fare un viaggio nel tempo. Qui la conoscenza assume una dimensione spaziale. I libri servono a mettere in scena la cultura, la saggezza e: il potere. La biblioteca abbaziale di Admont simboleggia tutto questo come nessun altro luogo. Fu fondata 250 anni fa per mettere in mostra il tesoro di conoscenze del monastero e, con esso, la sua ricchezza (spirituale).
Chi vi entra avverte la ricerca dell'illuminazione, ma viene anche trasportato indietro nel tempo, in un'epoca in cui l'accesso alla conoscenza era un privilegio che dipendeva dallo status sociale, dall'origine e dal sesso.
L'infinità del sapere odierno, d'altra parte, porta alla democratizzazione – e al disorientamento? Cosa dobbiamo, cosa possiamo ancora sapere? E quale ruolo hanno ancora i libri in tutto questo? La libreria sta perdendo il suo ruolo di
È uno status symbol o sta diventando uno spazio nostalgico che suscita desiderio? Quali domande bisogna porsi proprio in un luogo come la Biblioteca dell’Abbazia, che incarna in uno spazio gigantesco l’equazione un tempo indiscutibile „conoscenza = potere“?
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Opuscolo dell'evento
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